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Ducati sbarca nel ciclismo: obiettivo World Tour?

Immagine del redattore: Edoardo Margiotta
Edoardo Margiotta
11 set
Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 14 set

La partnership con il Gruppo Zecchetto, gli ambassador ex professionisti e una prospettiva di lungo periodo: vedremo il marchio bolognese tra le migliori squadre del mondo?



La sala della presentazione ha il sapore familiare della pista, su cui si affaccia. Siamo sul rettilineo del Marco Simoncelli World Circuit di Misano Adriatico. Sul palco c’è Claudio Domenicali, amministratore delegato Ducati. Si respira aria di motori ma… Improvvisamente la scena cambia, le ruote restano due ma a pedali. Il marchio bolognese, dopo l’anteprima riservata e senza possibilità di foto al World Ducati Week, la grande festa rossa del luglio scorso, entra ufficialmente nel mondo del ciclismo di alta gamma. E se è vero che ci sono state bici Ducati in passato, è altrettanto vero che questa operazione è diversa, ben più importante e strutturata. Non si tratta della concessione del marchio ma di un progetto a lungo termine, che fin da subito porta sul mercato - concessionarie Ducati comprese - una gamma composta da strada, gravel e eMTB.

Manager e ambassador Ducati e Gruppo Zecchetto sul palco della conferenza stampa.
Manager e ambassador Ducati e Gruppo Zecchetto sul palco della conferenza stampa.

Per questo passo Ducati ha scelto come partner un suo fornitore nel campo della componentistica in fibra di carbonio: si tratta di Diamant, società del Gruppo Zecchetto, già presente nel ciclismo con i marchi DMT (le scarpe di Pogacar) e Alè Cycling (abbigliamento). Impressionante il palmares dei tester e ambassador, scelti tra i migliori rappresentanti del ciclismo italiano contemporaneo: Vincenzo Nibali, Elia Viviani e Alessandro Petacchi. Alla presentazione c’era anche un altro grandissimo del passato, Gianni Bugno, campione del mondo e leggenda del ciclismo. 


In attesa del 2027, che vedrà un sostanziale aumento del numero di modelli, la gamma è al momento composta dalla stradale Monoscocca, dalla gravel sportiva GraviaX e dalle due versioni della piattaforma eEnduro DM-160 R e DM-170 RR. Monoscocca e GraviaX sono proposte sia in versione completa, con due diversi montaggi per la Monoscocca, sia come set telaio.


Dove verranno vendute le bici Ducati? Sia tramite la rete distributiva standard, presumibilmente quella già legata al Gruppo Zecchetto, sia in tutte le concessionarie Ducati. 


Ducati Monoscocca, racing senza estremismi


Dal nome si capisce subito qual è la peculiarità del telaio: rispetto alla maggior parte dei prodotti in vendita non ci sono giunture o incollaggi. Il telaio è realizzato per laminazione in singolo stampo, con tutto ciò che ne consegue in termini di rapporto tra peso e rigidezza. La ricerca sulle forme è stata accurata: durante la conferenza stampa si è parlato ampiamente di ottimizzazione di flussi e turbolenze, anche se non siamo certo di fronte a un telaio aero. La geometria è stata definita “racing all round”, a sottolineare l’ampio raggio d’azione. Il rapporto stack/reach di 1,42 in taglia M è tipico di una bici sportiva ma che non si preclude eventuali lunghe distanze. La zona anteriore con angolo di sterzo di 72,3° e trail di 59 mm in linea teorica dà vita a una bici stabile sul veloce e precisa negli inserimenti in curva; il passaggio ruota consente di montare pneumatici fino a 32 mm di larghezza. 


La gamma Monoscocca è disponibile in cinque taglie (XS, S, M, L e XL) e due versioni, Monoscocca R e Monoscocca RR, con la possibilità di acquistare il solo telaio (4.990 euro). La Monoscocca R (8.590 euro) è la versione d'accesso con gruppo Shimano Ultegra Di2, ruote Vision SC 45 e cockpit Vision Metron 5D SMR. La versione RR (12.990 euro) monta il gruppo Shimano Dura-Ace Di2, le ruote Vision Metron 45 RS e il manubrio Vision Metron ACR 5D EVO, per un peso dichiarato di 7,18 kg in taglia M senza pedali.


Molto interessante la possibilità di personalizzare online il telaio, scegliendo i tre colori principali, la finitura opaca o lucida, ill colore dei loghi. Questa opportunità è sicuramente interessante per un pubblico, quello delle bici di alta gamma, che è abituato a essere viziato dai produttori. Quale miglior vizio di una bici personalizzata?



Elia Viviani Volevamo realizzare una bici moderna, veloce ed efficace ma non estrema bensì completa. Abbiamo cercato l’equilibrio, il rapporto tra peso e rigidezza, l’efficienza aerodinamica, il comfort e una indiscutibile qualità di guida, che ci faccia sentire sicuri nelle diverse condizioni d’uso. Il telaio monoscocca segue un processo produttivo completato dalla laminazione a stampo unico. Il carbonio è bello da vedere e quindi in alcune parti è lasciato a vista. L’aerodinamica evoluta è stata studiata per abbassare il Cx; i raccordi tra forcella e telaio e il carro basso agevolano lo scorrimento dei flussi. La geometria è race allround: la bici è reattiva ma vogliamo che si possa pedalare per ore. Scorrevolezza, reattività e qualità di guida fanno parte dell’equilibrio generale che caratterizza questa bici. 


Vincenzo Nibali Ho pedalato tanto su questa bici, a partire dalle Strade Bianche, dove ho trovato fondo scivoloso e pioggia. Mi sono trovato subito a mio agio nella guida, ho avuto un buon feeling fin dall’inizio. Ho sistemato le mie misure su tanti fondi stradali. Il peso è contenuto tra i 7 e i 7,1 kg. Il carro basso conferisce rigidità, la bici è fluida e stabile in curva. La guida è molto diretta, la bici non stanca. 


Alessandro Petacchi Ho provato la bici con tante ripartenze, simulando gli sprint. La reattività non deve inficiare la stabilità. In discesa se l’avantreno è ben progettato non hai bisogno di modificare le traiettorie. La credibilità del progetto e la volontà di fare un lavoro serio, che duri nel tempo, mi hanno convinto a collaborare. L’aspettativa è altissima. Da corridore ho sempre ritenuto che sono i dettagli a fare la differenza. Nello sviluppo non è stato trascurato nulla. La nostra sensibilità di ex professionisti sicuramente ha permesso di dare feedback interessanti per ottenere un prodotto unico.



GraviaX, la gravel di qualità



Con la GraviaX Ducati propone la stessa tecnica di laminazione monoscocca del carbonio, applicata a una bici dall’impostazione racing non estrema, perciò in linea con la proposta stradale. Anche in questo caso l’obiettivo è l’equilibrio tra prestazioni e comfort, su asfalto e su sterrato. 


Il rapporto stack/reach è di 1,46 in taglia M; il tubo sella ha l’asse avanzato, mentre il carro è compatto con i suoi 427 mm di lunghezza. Una gravel di questo tipo deve anche essere stabile: per questo sono state scelte misure di 71° per l’angolo di sterzo e di 64 mm per il trail, in modo da avere precisione e feeling davanti, oltre che un adeguato bilanciamento generale. Il passaggio ruota è rispettivamente di 50 mm nelle configurazioni a singola corona e di 45 mm in quelle a doppia corona. Tra gli optional figura un reggisella opzionale con offset arretrato di 18 mm, che rende la posizione di guida più rilassata e comoda per chi fa molti chilometri. 


La GraviaX non disdegna il bikepacking, vista la presenza del porta-attrezzi nel tubo obliquo e la predisposizione per borse e accessori, ed è compatibile con i principali gruppi, compresi quelli non elettromeccanici. 


È possibile acquistare il solo telaio (2.990 euro) o la bici completa GraviaX R, in cinque taglie (XS, S, M, L e XL). La GraviaX R (5.990 euro) è montata con gruppo SRAM Force XPLR AXS, ruote in fibra di carbonio marchiate Ducati G-Line con profilo da 42 mm e canale interno da 25 mm, manubrio Ducati G-Line in carbonio con passaggio cavi integrato e flare di 6°, pneumatici Continental Terra 700x45 e sella Selle Italia Novus Boost Evo. Il peso dichiarato è interessante: 8,2 kg in taglia M senza pedali. Due le proposte cromatiche, con la prima monocolore bronzo nettamente più suggestiva e originale; la seconda su base bianca ricorda l’enduro Ducati DesertX. 


Mattia Viel

Ci siamo chiesti quale fosse il prodotto migliore da proporre al pubblico, perché il gravel è in continua evoluzione. Per noi la prestazione e la versatilità sono molto importanti. Abbiamo cercato un equilibrio. La bici deve essere accessibile, divertente e veloce. C’è un vano portaoggetti, ci sono i punti di fissaggio per il bikepacking. La bici è aggressiva ma senza esagerare, e permette di divertirsi anche per una intera giornata in sella. 



e-Enduro, due modelli con diversa vocazione



L’ultimo capitolo è quello delle e-MTB o e-Enduro. Due i modelli, entrambi dotati dell’ambitissimo motore Avinox M2S che sviluppa 1300 Watt di potenza massima e la coppia mostruosa di 130 Nm (150 Nm in modalità Boost per 30 secondi). Del pacchetto fanno parte le modalità di assistenza auto-adattative, il GPS integrato, l'eSim e la batteria integrata da 800 Wh. Il telaio è in fibra di carbonio e c'è la possibilità di adattare il comportamento dinamico delle bici tramite tre flip chip, ossia il piccolo componente inserito nell’attacco dell’ammortizzato e che, una volta sostituito, permette di variare la progressività della sospensione, l’altezza del movimento centrale e l’angolo di sterzo.


Le due proposte e-MTB differiscono per destinazione, componentistica e diametro delle ruote.

La DM-160 R (7.990 euro) è la meno estrema: nasce per il Performance Trail, è stabile alle alte velocità e secondo il costruttore garantisce elevata trazione in salita. L'equipaggiamento comprende forcella RockShox Zeb Select da 160 mm di escursione con steli da 38 mm, ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select+ da 205x60 mm, trasmissione SRAM Eagle 90 T-Type e freni Maven Base. Le ruote sono da 29”.


La DM-170 RR (9.490 euro) è il modello di punta, ispirato al concetto di Enduro Gravity. Adotta una configurazione ruote mullet, con anteriore da 29" e posteriore da 27,5"; monta forcella Öhlins RXF38 M.3 Air da 170 mm di escursione e steli da 38 mm, ammortizzatore Öhlins TTX Air da 205x65 mm, trasmissione SRAM GX Eagle AXS, freni Maven Bronze e manubrio FSA Gradient Carbon. E, nelle parole dell'AD Claudio Domenicali, che la utilizza spesso, è una moto con i pedali...


Entrambi i modelli utilizzano ruote FSA NS i30 Gradient e sella Prologo Proxim Custom. La gamma è disponibile in tre taglie (S1, S2 e S3), con peso dichiarato della DM-170 RR di 22,8 kg e di 23,4 kg per la DM-160 R, entrambe nella taglia S2 senza pedali.







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